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Varie verità su tutte le più grandi mistificazioni degli ultimi duemila anni, più ulteriori amenità (Rosacroce, Templari, Graal, Rennes-Le-Château).

La “M” nascosta dello “Hieros Gamos”

La “M” nascosta nell’Ultima Cena di Leonardo non è l’unico riferimento alla Iside-Maddalena e alla presunta moglie di Yehoshua Ben Yosef...

 

Una delle più accattivanti “fole” del best-seller di Dan Brown è che all’interno del famoso dipinto di Leonardo da Vinci conservato a Milano e di recente restauro, “L’Ultima Cena”, ci sarebbe un riferimento occulto alla Maddalena: una gigantesca “M” data dalle due figure di Yehoshua Ben Yosef e del discepolo prediletto Giovanni, che fra l’altro sarebbe in realtà una donna...

Questa idea non è di Brown (come del resto gran parte del ‘Da Vinci Code’, che è un’accozzaglia ben riuscita di ipotesi tanto care ai massoni e agli esoteristi) ma è contenuta in un libro del 1997, “La rivelazione dei templari”, di Lynn Picknett e Clive Prince (vd. Bibliografia).

Il signor Brown parla anche di “Hieros Gamos”...

 

Ai tempi di Yehoshua Ben Yosef esisteva un rito pagano sacro in cui una donna ungeva il capo, i piedi e i genitali di un eletto per prepararlo a un destino molto particolare. Era la cerimonia di consacrazione del re, durante la quale la sacerdotessa selezionava il prescelto e lo cospargeva d’olio aromatico, prima di conferirgli l’onore della regalità con un rito sessuale noto come IEROGAMIA (hieros gamos, “nozze sacre”).

L’unzione era parte della preparazione rituale alla penetrazione, che sarebbe avvenuta durante la cerimonia, nella quale il sacerdote-re era pervaso dalla potenza del dio, mentre la sacerdotessa-regina era posseduta dalla grande dea. Senza il potere della donna, il sovrano prescelto non avrebbe potuto regnare e non avrebbe avuto nessuna autorità. Questo era il significato originario delle nozze sacre.

 

Il matrimonio sacro era un concetto familiare ai pagani dei tempi di Yehoshua Ben Yosef. Alcune sue varianti erano comunemente praticate dai fedeli di numerosi culti come quello del dio egizio Osiride, che la consorte Iside riuscì a resuscitare per il tempo sufficiente a concepire il figlio Horus. Nelle antiche civiltà, quindi, il concetto dell’unione sacra era non solo molto diffuso, ma rappresentava un vero e proprio rapporto di simbiosi esistente tra maschile e femminile. Ne sono un esempio le relazioni intime tra Osiride e Iside, Adone e Venere, Tammuz e Ishtar. In queste culture, la gioia usciva dalla camera nuziale degli dèi per diffondersi tra la gente.

Riti simili sono attestati in varie liturgie in tutto il Vicino Oriente.

Il “Cantico dei Cantici” è considerato, da molti autori, l’adattamento di un antico poema liturgico relativo alla cerimonia dello Hieros Gamos di Iside e Osiride. In tutti questi riti il re viene giustiziato e la sua sposa lo cerca, piangendone la morte, finché si riunisce a lui.

 

Le donne hanno avuto un ruolo molto importante anche nella Chiesa primitiva. Esse mettevano a disposizione la loro casa come luogo di incontro, e alcune di loro prestavano servizio come diacone e perfino come sacerdotesse. Nei testi cristiani più antichi, Maria Maddalena è identificata come la sposa archetipica dello sposo eterno, come il modello cui l’anima e l’intera comunità devono ispirarsi nella loro ricerca e nel loro desiderio di unione con il divino.

Indica la via della relazione erotica, la via del cuore e, insieme con il suo sposo, fornisce la possibilità di immaginare il divino come una coppia di amanti. Parla dell’armonia tra la ragione (logos) e la saggezza (sophia), che rappresenta il divino come unione tra gli opposti. L’unzione di Yehoshua Ben Yosef da parte di Maddalena, è, quindi, un rito che risale ai tempi della fertilità.

Probabilmente anche il passo descritto dall’evangelista più antico si riferisce al riconoscimento e approvazione del rito da parte di Yehoshua Ben Yosef nel contesto del suo ruolo di sovrano destinato al sacrificio: «Lei ha anticipato l’unzione del mio corpo per la sepoltura» (Marco xiv,8).

 

Un possibile esempio moderno di ierogamia è la religione Wicca, in cui i participanti prendono parte a quello che è chiamato il Grande Rito. Più spesso fatto nella notte di Beltane (1 maggio), in questo rito un uomo e una donna, assumendo le identità di un dio e di una dea, fanno sesso per celebrare l’unione delle divinità come amanti e la concezione del nuovo dio che nascerà a Yule. È essenzialmente un rito di fertilità, che vuole simbolizzare la inseminazione del seme in Madre Terra.

 

Una famosa immagine degli “Hieros Gamos” come rituali, anche se non molti sanno che proprio di questo si tratta, appare nel film di Stanley Kubrick “Eyes Wide Shut”, quando Tom Cruise si ‘imbuca’ in una stranissima festa privata in maschera e si ritrova nel bel mezzo di un’orgia...

 

In questo consisteva la ierogamia, “Hieros Gamos”.

E la maggior parte delle persone non sa che anche questo rito contiene una “M” occulta.

Si ottiene in una posizione particolare, detta “della Maddalena”, e alcuni testi polemici protocristiani del 270 d.C. riportano che fosse la posizione preferita della “prostituta sacra” (Maria Maddalena infatti fu poi calunniata e fatta passare alla storia come la ‘prostituta pentita’).

 

La “posizione della Maddalena” si ottiene come nella figura sottostante:

Bibliografia essenziale su decine di secoli di misteri.

Il MegaDizionario online dell’Esoterismo.

Il filmato (in Flash, di quasi 20 minuti) con la vera storia del Priorato.

Da scaricare:
storia e mito dei Templari (formato PDF);
“visione ebionita”, Desposyni, lista dei Priori, ricostruzione della truffa (formato PDF);
«Aspetti di modernità dell’economia finanziaria in epoca Templare» (saggio in formato PDF - gentile concessione di Ivan Osokin da Istanbul).

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